Bonifica Falzarego 

21/22/23 Luglio 2000

 

Al seguito di una richiesta ufficiale delle guardie forestali e della sovrintendenza dei beni ambientali e architettonici di Venezia, i soci dell’a.r.e.a. veneta si sono ritrovati al passo Falzarego nel comune di Cortina d’Ampezzo, ansiosi di dare il loro contributo alla creazione di un museo  bellico nelle trincee adiacenti il passo e la Cima omonima. In 30 persone,

armate di metal detector, abbiamo setacciato buona parte della zona eliminando, e recuperando tutto il materiale ferroso e non, che avrebbe potuto recare dei danni alle centinaia di turisti che visitano le gallerie e le trincee, sperando di rinvenire qualche oggetto e perché no, qualche bomba da portare a casa come ricordo, inconsapevoli del rischio. Sabato 22, dopo una colazione veloce, ci siamo divisi in due gruppi e muniti di pranzo al sacco fornito dal Comitato Pro Cengia Martini Lagazuoi abbiamo risalito la montagna nei due versanti (Austriaco e Italiano) e, bisogna dirlo, la bonifica si rivelò subito più dura del previsto. Il ghiaione sotto i nostri piedi  sembrava non volesse farci avanzare, e si doveva fare molta attenzione a non far ruzzolare dei sassi e colpire il compagno che ci seguiva. Comunque, dopo tante buche e recuperi siamo tornati alla base, un magnifico dormitorio con 24 posti letto, cucina e docce con acqua calda, soddisfatti della prima giornata di ricerca ci siamo riuniti tutti per consumare un’abbondante cena (anch’essa fornita dal Comitato pro Cengia) e raccontarci le varie peripezie e le difficoltà incontrate nei recuperi fatti nella giornata. I membri dell’operazione venivano dal Lazio, dall’Emilia Romagna, dalla Liguria e ovviamente dal Veneto. Il più piccolo ricercatore aveva nove anni ed era accompagnato dai genitori e dal fratello maggiore accomunati per la ricerca e lo studio della prima guerra mondiale, e si arrivava ai circa 60 anni del veterano, un Emiliano simpatico e coriaceo nella ricerca con metal detector. La nostra avventura continuò fino il pomeriggio di Domenica 23 Luglio, quando oramai sfiniti ma soddisfatti, ci salutammo per tornare nelle nostre Regioni. Certi, di avere fatto qualcosa di molto utile, per chi visiterà con rispetto, quei luoghi che sono costate molte vite e sofferenze. Qui a fianco una Croce eretta sulla cima del Lagazuoi ad oltre 2700 metri di quota, in onore dei caduti.