Il giornale di Vicenza, Mercoledì 1 Novembre 2006
II B25S precipitato tra il Vicentino e il Veronese il 10 dicembre '44 I resti del bombardiere Usa ritrovati sessanta anni dopo Sono stati scoperti dagli archeologi vicentini della sezione Area I rottami venuti alla luce grazie ai metal detector del gruppo berico danno nomi e volti di una vicenda di guerra nota grazie agli studi della Comunità Montana Agno-Chiampo: così è stato scovato il bimotore "Donna Mary 2".
Numerosi
resti di un bombardiere B25S americano precipitato sulle montagne a cavallo tra
il vicentino e il veronese durante un'incursione il 10 dicembre del 1944, sono
stati scoperti i da una squadra di appassionati
ricercatori appartenenti alla sezione Veneta dell'Associazione ricercatori
ecologia e archeologia (Area) specializzati in ricerche con il metal detector.
Frammenti che hanno permesso di ricostruire una delle tante storie della seconda
Guerra mondiale: i resti ritrovati appartengono a un
velivolo, un bimotore battezzato «Donna Mary 2», che faceva parte di una
squadriglia di 22 velivoli decollata dalla Corsica
con obiettivo la distruzione dello scalo ferroviario di
Dolcè (Verona) sulla linea del Brennero. I frammenti, pezzi in alluminio
di
grandezze
diverse alcuni riportanti numeri di matricola, sono stati recuperati in questi
giorni tra la val Chiampo
e la valle dell'Agno in località
Broggi tra Altissimo e San Pietro
Mussolino in provincia di Vicenza.
Appartengono alla carlinga e all'abitacolo del velivolo i cui resti principali, compresi gli armamenti, erano stati smantellati e sequestrati dai soldati tedeschi.
I
rottami venuti alla luce grazie ai metal detector del gruppo
vicentino Area presieduto da Francesco Zanconato
(«abbiamo impiegato strumenti capaci di sondare in profondità sino a sei metri»)
danno nomi e volti di una vicenda di guerra solo in parte già nota grazie agli
studi della Comunità Montana Agno-Chiampo. Quel 10
dicembre sopra le montagne vicentine e veronesi la contraerea tedesca riuscì
a abbattere almeno quattro bombardieri alleati: il
colore della livrea ancora intatto su alcuni rottami e il numero di matricola
hanno permesso
di accertare con esattezza l'identità del «Donna Mary 2» e quella del suo equipaggio. «Si tratta del velivolo pilotato dal comandante Lee Antony Mac Allister - spiega lo storico valdagnese Franco Rasia - un giovane di 24 anni dell'Oregon, figlio di un deputato di quello Stato».
Comandante e equipaggio si salvarono gettandosi con il paracadute; ma mentre alcuni militari riuscirono a passare il confine e a salvarsi in
svizzera, Mac Allister venne scoperto dai tedeschi mentre tentava la fuga travestito da civile e venne fucilato. Del ritrovamento del suo aereo sono stati informati anche studiosi statunitensi e a sorpresa tra loro figura anche il nipote di uno degli aviatori caduti: quest'ultimo, Don Hennanson, ha inviato oggi ai ricercatori italiani una mail di ringraziamento per il lavoro di ricerca in cui tra l'altro ricorda che il suo parente è sepolto nel cimitero di Firenze.
«E’ piacevole sapere - ha scritto tra l'altro Hennanson - che dopo molti anni gli italiani apprezzano quanto hanno fatto gli aviatori americani».
Mentre la storia del pilota dell'Oregon è già stata soggetto nel 2001 del libro «Il caso Mac Allister» scritto da Giuseppe Versolato e Maurizio Dal Lago edito dal Comune di Recoaro Tenne (Vicenza), il ritrovamento dei resti del suo velivolo è ora oggetto di un documentario realizzato in questi giorni dal videoreporter Luca Silingardi di Reggio Emilia per la televisione satellitare Challanger tv di Padova.