|
Il giorno 02/08/2003 ci siamo riuniti presso la stazione a
valle dell’ovovia di Lago Fedaia e tramite l’impianto abbiamo guadagnato quota. Percorrendo il facile sentiero che dalla stazione a monte
lambisce il ghiacciaio verso est abbiamo raggiunto la sella a nord del Sasso
delle Dodici , ormai libera dai ghiacci, rilevando la presenza di materiale
legnoso quale unico segno della presenza in loco della famosa “ Città di
Ghiaccio “.
Un gruppetto formato da quattro soci ha effettuato una
rapida ed infruttuosa ricerca sul ghiacciaio a sud di detta sella, mentre il
resto della squadra raggiungeva la parete ovest del Sasso delle Undici iniziando
la ricerca sui ghiaioni sotto gli sfasciumi delle baracche austriache della
posizione “ Undici Sud “. Venivano rinvenuti diversi pioli lignei delle scalette
di corda usate per attrezzare le posizioni soprastanti ed un badiletto da
trincea italiano.
Il ritorno è stato effettuato scendendo i ghiaioni dell’
Undici e tagliando verso ovest fin sotto il Sasso delle Dodici , dove muore il
ghiacciaio in un suggestivo laghetto cosparso da piccoli iceberg in miniatura.
Per facili boccette abbiamo perso quota fino ad incrociare la pista che dalla
stazione a valle dell’ovovia sale al rifugio Pian dei Fiacconi.
Il giorno successivo, partendo da Passo Fedaia, abbiamo
percorso la pista di servizio degli impianti sciistici ed in 1 h : 30’ abbiamo
raggiunto il ghiacciaio a est del Sasso delle Undici constatando il rapido ed
impressionante ritiro del ghiacciaio avvenuto negli ultimi anni. Tutta la
squadra ha effettuato un’accurata ma vana ricerca sui resti dei baracconi
affiorati ormai da molti anni dal ghiaccio. In particolare è da segnalare il
pericolo costituito dal distacco di sassi causati dallo scioglimento del
ghiaccio, che in questo punto risulta assai ripido.
Dopo aver raggiunto le roccette ormai scoperte che portano
alla sella a sud del Sasso delle Undici ne abbiamo raggiunto la posizione,
visitando l’interessante caverna fortificata. Constatando l’impossibilità di
scendere sui sottostanti ghiaioni ( teatro delle ricerche del giorno precedente
), senza l’impiego di attrezzature alpinistiche, siamo rientrati ricalcando il
percorso dell’andata.
L’ipotetico percorso storico, di cui ci è stata
commissionata la verifica, può essere realizzato unendo i sentieri già esistenti
con nuovi tratti. In particolare sarebbe da attrezzare con una piccola ferrata
l’accesso da est alla sella sud del Sasso delle Undici e la calata ad ovest
della stessa, oppure prevedere di raggiungerla dal ghiacciaio, anche se tale
percorso sarebbe influenzato dallo stato del ghiaccio ( crepacci, neve,
attrezzature individuali idonee ). La zona ad ovest del Sasso delle Dodici (
obbiettivo delle nostre ricerche del giorno 02/08 ) è formata da ghiaioni
instabili che rendono difficoltosa la creazione di un sentiero fisso, ma ciò
sarebbe evitabile abbassando la quota della traccia. L’unione del sentiero già
esistente a questa zona avrebbe bisogno di una fitta serie di “ Ometti “ per
aiutare l’orientamento in caso di nebbia.
Mentre l’aggiramento a nord del Sasso delle Dodici sembra
non presentare particolari difficoltà, non possiamo dire lo stesso dell’ “
Undici “, non avendone ispezionato la parte più bassa, perciò ignoriamo le
condizioni dell’ipotetico percorso.
I reperti rinvenuti sono stati consegnati al Signor Mario
Fornaro direttore del Museo della Grande Guerra in Marmolada sito presso la
stazione funiviaria di Serauta.
|