Prima bonifica ecologica di cima marana
Alcuni membri dellA.R.E.A. Veneto si sono riuniti nelle giornate di Sabato 18 e Domenica 19 Settembre per ripulire cima Marana, sito molto frequentato per la sua bellezza e per lo stupendo panorama che offre. Ricco di numerose leggende locali (vedi "il miraggio delloro" metaldetector di Settembre - Ottobre 1998) che fa parte della catena dei monti Lessìni. Lopera di pulizia non si è presentata facile, visto che per recarsi sul posto i soci si sono dovuti "sobbarcare" ben due ore circa dacqua torrenziale. La prima giornata è stata così dedicata dal gruppo ad asciugare i vestiti ed a scaldarsi davanti al Le varie fasi dellavventura alpinistica sono state scandite dalle lancette dellorologio.
Ecco la nostra cronaca "minuto per minuto".
Ore 14 di Sabato 18 ritrovo presso labitazione del presidente A.R.E.A. per riempire gli zaini con tutta lattrezzatura necessaria ad affrontare due giorni di "lavoro" (Braciole di maiale, salsicce, pane, polenta, ecc.)
Ore 14.30, dopo lattesa del
solito ritardatario, e rincuorati dal bel sole Settembrino che ci
riscalda il gruppo si avvia e ci portiamo in automobile fino a
cima Mesole, da dove verso le 15.15 inizia la maratona, che ci
porterà fino a cima Marana con 1551 metri di
quota.
Purtroppo, dopo appena dieci minuti dalla
nostra partenza, ci rendiamo conto che il bel sole che prima ci
aveva rincuorati, era ormai solo un ricordo. Procediamo in ogni
modo tra "tuoni e fulmini ", vento, acqua e grandine
decisi a portare a termine la nostra missione. Alle ore 16.30
infreddoliti e bagnati arriviamo alla meta, dove ci aspetta un
prefabbricato (che funge da rifugio sempre aperto in cui trovare
riparo) e il nostro socio Ugo Xompero, che stanco di aspettare il
precedente ritardatario, ci aveva preceduti, ed era arrivato a
destinazione evitando la tempesta. Ugo, viste le condizioni in
cui
arrivammo, si affrettò ad accendere il caminetto con la poca
legna presente nel posto, che ci permise comunque di riscaldarci
e di dare unasciugata veloce agli indumenti di ricambio
presenti negli zaini, che erano ovviamente bagnati quasi quanto
quelli che indossavamo. Unora dopo, lasciando mia figlia
Samantha di guardia agli zaini, siamo pronti per recarci nei
boschi vicini per recuperare tutta la legna secca disponibile,
adatta per cucinare una buona quantità di braciole Addì 19
Settembre, sveglia alle ore 7 (si fa per dire, visto che solo i
più stanchi sono riusciti a dormire, gli altri chiacchieravano!
e dopo un buon caffè e unabbondante colazione, noi quattro
membri della spedizione dotati di metal detector: Francesco
Zanconato, Andrea Bauce, Michele Volpiana e Sandro Gambasin
iniziamo lopera di bonifica della cima. Non corriamo rischi
desplosioni indesiderate, visto che il luogo non è stato
teatro di scontri rilevanti durante la Prima Guerra Mondiale, ma
la qualità del terreno ci obbliga a diminuire la sensibilità
degli strumenti, quindi procediamo con una ricerca di superficie,
raccogliendo numerosissime linguette di lattina, visibili anche
ad occhio nudo, moltissima carta stagnola, tappi a corona,
cartucce da caccia, frammenti di vetro, barattoli in alluminio,
bottiglie in vetro e cartacce varie. Man mano che procediamo
nella bonifica, ci rendiamo conto che le condizioni atmosferiche
non ci sono favorevoli, perciò onde evitare il bis della
giornata precedente, informiamo il "cuoco" Flavio,
aggregato appositamente alla compagnia di pranzare prima, e verso
le 13.30 ci avviammo verso casa. Finiscono così le prime due
giornate dedicate alla pulizia di una delle montagne più
significative della mia valle, a cui nonostante il maltempo siamo
riusciti a sottrarre un bei po di materiale pericoloso ed
inquinante, sarà mio dovere organizzare, in migliori condizioni
atmosferiche, una nuova e più proficua bonifica.
Ringrazio i signori Andrea Bauce, Ugo Xompero, Michele Volpiana, Sandro Gambasin, Flavio Dal Cortivo e ovviamente, mia figlia Samantha per limpegno dimostrato nelloccasione.